Era ora, la scuola è finalmente terminata. Purchè non sia soddisfatto dell’esito degli esami scritti c’è da ammettere che almeno è stata coerente nel suo percorso. Ingiusta fino all’ultimo. Il linguaggio aulico probabilemente non è ben accetto tra i professori di lettere che preferiscono leggere un temino da quinta elementare. Ma vabbè, lo sapevo e purtroppo avevo ragione, almeno mi consolo con la prospettiva di un mese pieno pieno da dedicare all’ozio e nella speranza, abbastanza probabile di non rivedere più certe persone. Spero di incominciare alcuni progettini che avevo in mente, non si sa mai che riesca a fare qualcosa nella mia vita.
Luglio 17, 2008 alle 10:05 am
purtroppo la scuola è spesso una metafora della vita quotidiana: bella da vivere ma a volte ingiusta. se ti può consolare a me è successa la stessa cosa tanti anni fa, ma poi quando finalemente trovi un lavoro che ti piace e sopratutto fai ciò che ti rende davvero felice nn ti ricordi neanche come si chiamavano i tuoi compagni di classe o che faccia avevano i tuoi prof.
congratulazione comunque per il risultato ottenuto